La mobilità ridotta al tempo del Covid-19 attraverso i dati Google

0 Posted by - 12 maggio 2020 - Big data, Cartography, Crowdsourcing

Alcuni colossi internazionali come Google, Apple, Facebook hanno deciso di condividere in formato open data diversi dataset relativi al cambiamento della mobilità durante la crisi da covid-19. Si tratta di dati solitamente non accessibili a questa scala e intervallo temporale che però vengono resi aperti come contribuzione alla causa covid-19. Google ad esempio rilascia un Community Mobility Reports aggiornato quotidianamente, con l’obiettivo di “provide insights into what has changed in response to policies aimed at combating COVID-19.” I rapporti sono costruiti sulla base dei dati, aggregati e anonimizzati, provenienti dalla “cronologia delle posizioni” degli utenti Google. (https://www.google.com/covid19/mobility/). In dettaglio, ogni dato evidenzia la variazione percentuale delle visite in luoghi quali ad esempio negozi di alimentari oppure parchi all’interno di un’area geografica, durante il periodo di crisi (marzo, aprile, maggio 2020) rispetto al valore mediano del periodo pre-crisi (“linea di base”).

Tanto per essere chiari, la mia ‘location history’ nel mese di Aprile 2020 registra 4 luoghi (in rosso): Coop, Farmacia, Libreria, Casa (ebbene si). L’aggregazione spazio-temporale di miliardi di punti di questo tipo genera il monte informazioni in possesso della compagnia; la differenza percentuale tra l’attività durante il periodo di crisi e quella pre-crisi (linea di base), i valori aggregati contenuti nel dataset per paese.

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In dettaglio, la seguente analisi considera i dati che vanno dal 1 marzo al 1 maggio 2020; per ogni paese ho calcolato il valore mediano di scostamento rispetto alla linea di base. Le categorie a cui il Report fa riferimento sono le seguenti: Grocery & pharmacy, Parks, Transit stations, Retail & recreation, Residential, Workplaces. Insomma una sorta di istantanea sui cambiamenti della mobilità attraverso un campione di big data estratti dagli utenti Google globali.

1 – Luoghi di lavoro

Durante il periodo qui considerato, l’Italia registra un valore mediano pari al -60% di presenza nei luoghi di lavoro. Molti paesi europei registrano andamenti similari: Spagna -62%, Francia -60%, Gran Bretagna -55%, Portogallo -53%. E’ interessante osservare una più lieve riduzione della Germania (-33%) per via probabilmente del periodo di lockdown più breve. La Svezia che ha adottato un approccio differente alla crisi, registra di fatto solo un calo del -19%. Anche nel continente africano, dove il virus si è diffuso meno, i valori sono decisamente più bassi (es. Egitto -23%) ad eccezione del Sud Africa che registra un calo consistente e pari al -43%. Negli Stati Uniti si registra una riduzione mediana pari al -30%; in Canada pari al -42%. Assente per ovvi (Google in Cina?) o perlomeno complessi, motivi la Cina.

workplaces

2 – Parchi

La mappa mostra le tendenze di mobilità per luoghi quali parchi locali, parchi nazionali, spiagge pubbliche, porti turistici, parchi per cani, piazze e giardini pubblici. In Italia la riduzione mediana, tra le più alte registrate nel periodo qui considerato, è stata pari al -75%. Ancora una volta Spagna, Francia e Portogallo registrano valori similari. Completamente differente sembra essere stata la situazione in altri paesi dove la presenza in parchi sembrerebbe addirittura incrementare: Germania +23%, Svezia + 24%, Norvegia +25%, Finlandia +41%. Più stabile altrove: USA +4%, Canada -4%. Molto consistente in Sud America (es. Argentina -79%). Qui probabilmente hanno un peso determinante, oltre alle restrizioni interne, anche quelle esterne legate ai flussi turistici.

Parks

3 – Vendita al dettaglio e attività ricreative

La mappa di seguito mostra le tendenze di mobilità per luoghi come ristoranti, caffè, centri commerciali, parchi a tema, musei, biblioteche e cinema. L’Italia registra una riduzione mediana pari al -80% di poco inferiore alla Spagna (-87%) e alla Francia (-81%). Svezia -14%. Usa -24%, Canada -43%. Nuova Zelanda -87%. Giappone “solo” -11%.

Retail_recreation

4 – Stazioni della rete di trasporto pubblico

La mappa di seguito mostra le tendenze di mobilità per luoghi come gli snodi dei trasporti pubblici quali metropolitana, autobus e stazioni ferroviarie. L’Italia registra una riduzione mediana pari al  -76%. Ancora una volta si registrano valori piuttosto simili in Francia e Spagna e più lievi in Gran Bretagna(-55%), e una leggera differenza ancora una volta in Germania (-45%) e alcuni paesi dell’Europa dell’Est. Una riduzione consistente avviene in molte isole di destinazione turistica (es. Mauritius -84%, Bahamas -81% e altre…); -19% negli USA.

Transit

5 – Alimentari e Farmacie

E’ interessante osservare l’andamento della mobilità in luoghi quali Alimentari e Farmacie; qui la questione è più intricata per via della tipologia dei due luoghi messi insieme, ma non solo. Sono rimasti quasi tutti aperti per il periodo di crisi ma con accessi limitati, ri-dimensionati ecc. Detto ciò, in Italia si registra una riduzione mediana pari al -45%. Nessuna differenza tra periodo pre-crisi e crisi negli USA e in Giappone.

6 – Luoghi residenziali

La mappa finale mostra qualcosa di differente; una riduzione della mobilità in termini di incremento della residenzialità.

Residential

Antonello Romano | antonello[at]uniroma1.it

Dati: Google LLC “Google COVID-19 Community Mobility Reports”.
https://www.google.com/covid19/mobility/